Dentri dal 54m Pali Teatrâl dai Students Citât di Udin, o vin il
plasê di invidâUs al spetacul "Il gno viaç", gjavât fûr de storie vere di Mohamed
Gebril elaborade di Alberto Bordin, cun Leonardo de Agostini e Alessia
Zomero, coordenament di Nicoletta Oscuro cu la colaborazion di Hugo Samek.
Gebril,
arrivato dal mare ormai due anni fa attraverso un viaggio ‘della
speranza’ che ricorda molto i viaggi dei giovani friulani emigranti
dell’Ottocento e del Novecento verso le Americhe.
Anche lì un mare da attraversare, una nuova terra da scoprire, rischi e
pericoli dell’andare, affetti e ricordi da lasciarsi alle spalle.
D’indulà vegnistu? D’indulà sêstu? A ce puest partegnsitu? Ce definissial cui che tu sês?
S’o mi cjali indaûr ce aio imparât? Ce persone soio deventât vuê ? E soredut ce divignî mi spietial?
Un giovane, un milione di giovani, un viaggio, il mare, il futuro in controluce, nessuna retorica.
Un racconto scarno, asciutto, frasi brevi, nessun orpello, si dice solo quello che si è in grado di dire ed è già tantissimo.
Ci sono cose che si possono raccontare solo da molto lontano, serve
mettere distanza, avere pazienza, capire di chi fidarsi. Ci sono parole
che per pronunciarle occorre che qualcuno si metta nei tuoi panni e
provi a fare almeno un pezzetto del tuo viaggio. Ci sono luoghi dove
indossare i panni di qualcun altro è anche un bel modo per capire
qualcosa di sé.
Così Leo prova a dar voce a Gebril attraverso tutti i Gabriêl incontrati lungo il cammino.